Mafia: D’Amato depone per la prima volta come pentito e Lo Nigro in videoconferenza lo contrasta

Mafia: D’Amato depone per la prima volta come pentito e Lo Nigro in videoconferenza lo contrasta

CALTANISSETTA – Cosimo Lo Nigro, tra gli imputati del nuovo processo sulla strage di Capaci davanti alla corte d’assise di Caltanissetta, ha tentato di intervenire per contraddire la testimonianza del cugino Cosimo D’Amato che, stamani all’aula bunker di Firenze, col suo racconto lo sta accusando di essersi procurato nel 1992 esplosivo estratto da bombe della Seconda guerra mondiale recuperate in mare dai pescatori di Porticello (Palermo).

Lo Nigro, in videoconferenza da una località segreta, ha chiesto di parlare con una certa insistenza per replicare subito alle accuse del cugino.

Ma il presidente Antonio Balsamo gli ha spiegato che, finché è in corso l’esame del testimone, non è possibile per un imputato fare dichiarazioni entrando nel merito delle questioni.

Lo Nigro ha però insistito al punto che il pm Onelio Dodero, con una certa energia, ha dovuto affermare: “Non vogliamo intimidazioni” respingendo la possibilità che l’imputato potesse interrompere la testimonianza.

Dall’altro capo del telefono Lo Nigro ha reagito ancora, dicendo a voce alta all’aula: “Ma quali intimidazioni, signor presidente e signor pubblico ministero! Chiedo solo se è possibile interagire col signor Cosimo D’Amato, che è suo cugino di primo grado.

Il presidente Balsamo ha ribadito che il codice di procedura penale impedisce questa eventualità fino al termine della testimonianza, poi Lo Nigro si è calmato e l’udienza ha ripreso il regolare svolgimento.

D’Amato oggi a Firenze – dove la corte di assise di Caltanissetta si è recata in trasferta – depone per la prima volta in un’aula come collaboratore di giustizia. Il pm gli ha chiesto del recupero di bombe dai fondali marini battuti da pescatori di Porticello (Palermo) e di ricordare quando gli fu detto di consegnare questi materiali bellici a suo zio Pietro Lo Nigro e a suo cugino Cosimo Lo Nigro, come lo stesso D’Amato ha raccontato in precedenti interrogatori.

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