L’epidemia è alle porte, morbillo in aumento del 230% rispetto allo scorso anno: “Copertura vaccinale insufficiente”

L’epidemia è alle porte, morbillo in aumento del 230% rispetto allo scorso anno: “Copertura vaccinale insufficiente”

CATANIA – Il Ministero della Salute avverte che dall’inizio del 2017 si è registrato “un preoccupante aumento del numero di casi di morbillo in Italia”.

In una nota consultabile sul sito del Governo si legge: “a fronte degli 844 casi di morbillo segnalati nel 2016, dall’inizio dell’anno sono già stati registrati più di 700 casi, con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in cui si erano verificati 220 casi, di oltre il 230%”.

Il dato è certamente allarmante ed è lecito chiedersi come mai si stia andando incontro a una vera e propria epidemia incontrollata.

Il morbillo (è il caso di ricordarlo) è una malattia infettiva causata da un virus (genere morbillivirus della famiglia dei Paramixovidae) che colpisce spesso i bambini tra 12 e i 36 mesi.

Fortunatamente le complicazioni legate alla malattia sono relativamente rare, ma sarebbe uno sbaglio ignorare le percentuali di decessi da morbillo ogni anno (tra 30 e 100 morti ogni 100.000 persone colpite ndr) e sottovalutarne gli effetti sulla popolazione mondiale.

Il morbillo, inoltre (anche questo è il caso di ricordarlo), è una delle malattie con maggiore facilità di trasmissione; Il contagio, infatti, avviene tramite le secrezioni nasali e faringee – probabilmente per via aerea – ed è favorito da tosse e starnuti, principali vettori del virus.

La crescita esponenziale delle infezioni da morbillo risiede in quella che potrebbe definirsi (e che di fatto è) una radicata diffidenza nei confronti dell’alleato numero uno nella lotta alla malattia: il vaccino.

Il vaccino del morbillo – che rientra in un complesso vaccinale che include anche parotite e rosolia – in Italia non è obbligatorio e la scelta di non far vaccinare i propri figli sta diventando un prassi assai pericolosa.

Basti pensare – parola del ministro Beatrice Lorenzin – che la copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini a 24 mesi (coorte 2013) è stata dell’85,3%, dato ancora lontanissimo dall’optimum che dovrebbe, invece, aggirarsi intorno al 95%.

Spostandoci in Sicilia, i dati sono ancora più allarmanti se consideriamo che nella sola provincia di Catania la copertura vaccinale non supera il 75-77% e che complessivamente non supera l’80% dei bambini siciliani entro i 24 mesi di vita.

Tabella 1

La tabella che vi mostriamo riporta il numero dei casi di morbillo per Regione, inclusi i casi non ancora classificati e i non casi, segnalati al sistema di sorveglianza dell’Istituto superiore di Sanità relativi a gennaio 2017. Gli stessi dati, se paragonati a quelli dello stesso periodo del 2016, testimoniano chiaramente un aumento esponenziale del fenomeno. Guardate voi stessi.

Tabella 2

Solo 69 casi totali nel 2016, contro i 238 del 2017 (penultima colonna da sinistra), con un rapporto di 1 a 4 solo in Sicilia e una “percentuale di conferma” che passa dallo zero al 100% (ultima colonna da sinistra).

Ma qual è il motivo per il quale sempre meno genitori decidono di sottoporre i propri figli alla prassi vaccinale prevista per questa patologia (come per tante altre)?

La causa risiederebbe nella presunta relazione tra vaccinazione e autismo, teoria quest’ultima che ha malamente (e maldestramente) “indottrinato” l’opinione pubblica e che ha trovato, in più occasioni, la puntuale smentita della stragrande maggioranza della comunità scientifica.

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) “i dati epidemiologici disponibili mostrano che non c’è evidenza di una connessione tra il vaccino contro morbillo-parotite-rosolia e i disordini dello spettro autistico. Precedenti studi che indicano una connessione causale sono risultati seriamente viziati da errori. Non c’è nemmeno un’evidenza che suggerisca come gli altri vaccini dell’infanzia aumentino il rischio dei disordini dello spettro autistico. Inoltre, studi di revisione commissionati dall’Oms hanno concluso che non c’è associazione tra l’uso di conservanti nei vaccini […] e i disordini dello spettro autistico”.

Poi la pronuncia del Tar Sicilia con una sentenza che ha fatto scalpore. A giugno 2016, infatti, il giudice amministrativo ha imposto al Ministero della Salute il risarcimento a favore dei familiari di un ragazzo autistico di Agrigento che era stato precedentemente sottoposto a vaccinazione tetravalente: 250 mila euro con interessi, dal momento che la cifra era stata già stabilita nel 2014 dal tribunale civile e il Ministero non aveva pagato.

“Il problema – commenta il dott. Salvatore Bonforte, medico catanese specializzato in pediatria – è stato sollevato per la prima volta dal dott. Andrew Wakefield il quale, in un articolo pubblicato nella nota rivista inglese The Lancet, sostenne che il vaccino trivalente potesse provocare autismo. È facile immaginare l’effetto devastante di una simile affermazione e la psicosi da vaccinazione che ne derivò. Fortunatamente lo studio venne ben presto smentito dal General Medical Council britannico che stabilì la non attendibilità della ricerca e la falsità dei dati con conseguente radiazione del medico britannico dall’Ordine professionale.

Il polverone suscitato dal “Caso Wakefield” ha comportato la nascita di diverse correnti di pensiero “anti-vaccinazione” che hanno fatto il giro del mondo, radicandosi anche in Sicilia. Tra concezioni complottiste e presunti giri di interessi, la verità è che si è innescato un meccanismo di sfiducia che ha fatto sensibilmente abbassare la guardia.

“È una conquista riuscire a convincere i genitori che la vaccinazione è la prima forma di prevenzione della malattia – prosegue Bonforte -. Ci attestiamo a livelli insufficienti di copertura vaccinale e l’epidemia è inevitabile.

La situazione attuale – commenta il dott. Mario Cuccia, responsabile del servizio di epidemiologia dell’Asp di Catania – testimonia il senso di profonda sfiducia nei confronti della vaccinazione e del quadro politico generale. Molto spesso – prosegue – temi del genere vengono strumentalizzati da partiti e movimenti politici che altro non fanno che disorientare cittadini e pazienti. Il sistema sanitario, troppo spesso, deve prestare il fianco a strumentalizzazioni che poco hanno a che fare con la realtà e che spesso inducono la gente a ritenere che ci siano interessi economici sottesi. È una situazione molto pericolosa – avverte Cuccia – perché si va incontro a un aumento considerevole della malattia con conseguenze non indifferenti su tutta la popolazione”.

Intanto, appena 3 mesi fa, il presidente Rosario Crocetta avrebbe dato il “via libera” al progetto di legge che prevede l’obbligo dei vaccini per poter iscrivere i bambini all’asilo nido e alla scuola materna.

Sarà necessario il placet della Commissione Sanità dell’Ars mentre l’assessore regionale Baldo Gucciardi avrebbe promesso una “corsia preferenziale” per giungere quanto prima all’approvazione.

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