Lavoratori dei teatri Stabile e Bellini senza stipendio: il grido di allarme

CATANIA – “Malgrado i sacrifici fatti dai lavoratori e dagli artisti del Teatro Stabile e del Teatro Massimo Bellini di Catania, i due enti non riescono a trovare soluzioni a nuovi tagli e mancanza di liquidità economica. Uil e UilCom lanciano un ultimo grido di dolore e di allarme per centinaia di lavoratori e artisti, che da mesi non percepiscono emolumenti e vivono assieme alle proprie famiglie un’insopportabile condizione di ansia”.

Lo affermano i segretari generali di Uil e UilCom Catania Fortunato Parisi e Giovanni Nicotra insieme con il segretario provinciale UilCom Salvo Orlando che aggiungono: “Nonostante la difficile situazione economica e nonostante le istituzioni rimangano sorde ai continui inviti a interventi concreti in favore di due istituzioni della cultura siciliana, lavoratori e artisti hanno continuato a svolgere il proprio dovere senza mai protestare con scioperi o occupazioni del posto di lavoro. In questo modo, con grande senso di responsabilità, hanno consentito la regolare programmazione stagionale garantendo così al pubblico della città la fruizione degli spettacoli programmati”.

“Uil e UilCom – affermano ancora Parisi, Nicotra e Orlando – abbiamo più volte sollecitato iniziative concrete delle istituzioni politiche, anche con la produzione e la diffusione di un cortometraggio in cui si anticipava il rischio di una chiusura per tagli dei due principali Teatri catanesi. A chi nell’ombra confida nella traumatica conclusione dell’esperienza di Stabile e Bellini, noi rispondiamo esclamando che lotteremo con tutte le nostre forze perchè Catania e la Sicilia possano usufruire di due spazi culturali di grandissimo prestigio nazionale. Anzi, di Rilievo Nazionale! Chiediamo altresì che le direzioni di Stabile e Bellini, con i rispettivi presidenti e consiglieri d’ amministrazione, spieghino urgentemente ai sindacati quali strategie intendono mettere in campo per risolvere in maniera definitiva la precaria situazione economico-finanziaria che si è venuta a creare. Uil e UilCom, infine, chiedono ai due enti teatrali una presa di posizione forte nei riguardi delle istituzioni pubbliche a tutela dei lavoratori e degli artisti, ormai stremati da questo stato di cose”.

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