L’associazione Anffas denuncia le penalizzazioni per i disabili in Sicilia

L’associazione Anffas denuncia le penalizzazioni per i disabili in Sicilia

PALERMO – Ennesima denuncia da parte della “Anffas Onlus Palermo”, (l’associazione nazionale di famiglie di persone con disabilità intellettiva e relazionale) per le grandi penalizzazioni per le persone disabili e i propri congiunti.

“Oggi più che mai a Palermo, in provincia e in tutta la Regione – afferma Antonio Costanza, vicepresidente di Anffas Onlus Sicilia – le persone con disabilità, i loro genitori e familiari hanno la sensazione di essere private dei loro diritti. Viviamo, infatti, in un momento storico nel quale i diritti delle persone con disabilità sono appesi a un bilancio e come è noto, in molti istituti scolastici non sono ancora neanche partiti i servizi di assistenza di base e assistenza specialistica. Una condizione gravissima, se si pensa che ci troviamo in una regione nella quale ragazzi e ragazze con disabilità sono costretti a incatenarsi davanti ai cancelli di una scuola per rendere visibile a tutti la ripetuta negazione di ciò che spetta loro per legge”. 

Da anni l’Anffas, infatti, organizza dei corsi di formazione ai quali prendono parte numerosi genitori e familiari di giovani e meno giovani con disabilità. Quest’associazione è ormai operativa sul campo da più di 50 anni ed è presente sull’intero territorio nazionale con 172 associazioni locali, 16 organismi regionali e 49 enti autonomi con oltre 14 mila associati che garantiscono quotidianamente servizi e supporto ad oltre 30 mila persone affette da disabilità.

“Dopo la manifestazione dello scorso mese di ottobreaggiunge Costanzaa fronte di tanti messaggi di solidarietà, dalle istituzioni non si è levata alcuna voce. Per queste ragioni, presto daremo vita a una nuova azione di protesta ancor più rumorosa delle precedenti, per far comprendere a tutti che i cittadini con disabilità sono parte della società e hanno diritto a poter vivere in condizioni dignitose al pari degli altri. Pretendiamo che le istituzioni competenti si prendano cura e carico del problema e rispettino i principi fondanti della Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità, in primis, quello dell’accessibilità e delle barriere architettoniche invisibili che riguardano le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale”. 

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