Giro “a luci rosse” nel Palermitano: provvedimenti per due uomini e una donna

Giro “a luci rosse” nel Palermitano: provvedimenti per due uomini e una donna

PALERMO – All’alba di oggi i carabinieri di Termini Imerese hanno eseguito tre misure cautelari nei confronti di tre soggetti indagati per i reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, detenzione abusiva di armi ed estorsione.

Le indagini, effettuate tramite intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno consentito di far luce su un giro di prostituzione nei comuni di Cerda, Montemaggiore Belsito e Trabia che ha visto coinvolte nell’attività di meretricio donne di nazionalità italiana e dell’est europeo.

Nello specifico Vincenzo Scaccia, 65 anni, residente a Montemaggiore Belsito, destinatario di misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, avrebbe favorito la prostituzione di una ragazza di nazionalità rumena e di una donna del luogo, procurando i clienti, individuando i luoghi dove effettuare gli incontri e contribuendo ai guadagni.

SCACCIA Vincenzo, Mont.re B.to 25.11.1952

Nell’attività sono stati acquisiti anche elementi come la detenzione abusiva di una pistola, da parte di Scaccia, che la mostrava ad una delle due prostitute, facendo anche esplodere un colpo in aria. Il dato è stato confermato dagli esiti di una perquisizione in seguito effettuata nella sua abitazione, dove sono state ritrovate munizioni calibro 38 special.

Nello stesso procedimento penale le indagini hanno riguardato anche Domenico Runfola, 51 anni, pure lui di Montemaggiore Belsito che, operando a stretto contatto con Scaccia, avrebbe favorito e sfruttato l’attività di meretricio di due donne del luogo, accompagnandole agli incontri con i clienti che lui stesso contattava, organizzandone la trasferta presso la sua “base logistica”. Gli incontri avvenivano in varie località, tra cui le abitazioni degli stessi clienti e presso alcuni alberghi del comprensorio madonita.

Infine, Giovanna Guagenti, 32 anni, domiciliata a Trabia, frazione di San Nicola L’Arena, svolgeva l’attività di prostituzione presso un “centro massaggi” da lei gestito nel suddetto comune. La donna avrebbe consentito ad altre ragazze di prostituirsi con i diversi clienti, percependo parte del compenso. In tutto ciò, la donna avrebbe anche costretto un cliente a versarle la somma di 700 €, minacciando di riferire alla moglie della loro relazione e prospettandogli falsamente che fosse rimasta incinta. Un analogo modus operandi criminoso sarebbe stato effettuato nei confronti di un altro cliente costretto a pagare alla donna piccole somme di denaro per il timore che la stessa contattasse i suoi familiari.

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