Gela, oltre al massacro anche lo spauracchio della bugia: candeggina negli organi

Gela, oltre al massacro anche lo spauracchio della bugia: candeggina negli organi

GELA – Tracce di candeggina negli organi interni: è quanto emerge dall’autopsia sui corpicini delle due sorelline uccise dalla madre, Giusy Savatta, a Gela lo scorso martedì.

Dolore su dolore quindi. Oltre al massacro, anche lo spauracchio della bugia, del gesto insano e inspiegabile che cerca una scusa.

“Non le ho avvelenate, ma strangolate”, avrebbe detto la madre al pm… ma questa “verità” inizia a vacillare sotto il peso delle prove schiaccianti.

“La mente è ‘nfulu i capiddu” dice un detto della tradizione siciliana, per designare un gesto inconsulto… ma di parole per commentare quanto accaduto, forse, non ce ne sono più. Silenzio quindi dopo l’ulteriore risvolto nella tragica vicenda che ha completamente sconvolto una famiglia siciliana.

Mentre i parenti non riescono ancora a capacitarsi di quanto sia accaduto, le indagini e gli interrogatori procedono.

La madre, intanto, continua a chiedere di morire. Non vuole proprio più andare avanti pensando al gesto che ha commesso, ma non è neanche riuscita a fermare la follia omicida che l’ha portata a privare della vita le sue due piccole creature.

La comunità è sconvolta e si chiude in un silenzio assordante, proprio di chi aveva colto la sofferenza della donna, ma mai avrebbe potuto immaginare che si sarebbe arrivati fino a questo punto.

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