Gela, continua protesta dell’indotto Eni e spunta “bozza segreta”

Gela, continua protesta dell’indotto Eni e spunta “bozza segreta”

GELA – Prosegue la protesta dei lavoratori dell’indotto del petrolchimico di Gela. Ieri sera un gruppo di lavoratori si è spostato nell’aula del consiglio comunale. E’ esplosa la rabbia quando è filtrata la voce dell’esistenza di una presunta bozza “segreta” dell’Eni su un accordo di programma per Gela che dovrebbe essere presentato nel prossimo incontro del 21 ottobre al ministero dello sviluppo economico.

L’incontro dovrà chiarire le intenzioni dei vertici Eni sul futuro della raffineria. La cosiddetta “bozza segreta” conterrebbe un accordo relativo alla chiusura delle linee di raffinazione e la costruzione di un impianto di bio carburanti. Quest’ultimo, però, farebbe drasticamente scendere il numero dei dipendenti: da 1000 si passerebbe a 300.

Altri 350 troverebbero occupazione in Sicilia con l’avvio di attività di risanamento ambientale, di ricerca e di estrazione del petrolio e del gas, sulla terraferma e in mare aperto. La nascita di un centro nazionale di formazione professionale Eni occuperebbe altri 100 dipendenti. I restanti 250 lavoratori verrebbero trasferiti in altri siti presso aziende consociate o in mobilità finalizzata al pensionamento.

Inoltre un apposito articolo della bozza di accordo prevede misure di compensazione come, ad esempio, il finanziamento del progetto di costruzione di un polo agro-fotovoltaico o la donazione alla Regione della diga del Ragoleto, nel territorio di Ragusa, e la restituzione degli impianti del dissalatore.

Infine, l’Eni erogherebbe un contributo di 100 mila euro per la realizzazione di uno spazio espositivo nel museo regionale di Gela dove collocare un’antica nave greca recuperata nel mare gelese.

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