Finti finanziamenti, prestanome e cessione dell’ARKA: così il “re delle cliniche” truffava la Regione

Finti finanziamenti, prestanome e cessione dell’ARKA: così il “re delle cliniche” truffava la Regione

CATANIA – Prima i finti finanziamenti per far sembrare presente la liquidità all’interno dell’azienda. Poi, la realizzazione di una seconda azienda con il figlio per la gestione della parte sana dell’azienda fallita e assicurarsi i finanziamenti del Servizio Sanitario Regionale.

Una strategia studiata in ogni minimo dettaglio, ma finita con il fallimento di una società e l’arresto di 4 persone. Tra queste c’è Salvatore Musumeci, uomo noto nel catanese perché molto attivo nella gestione di cliniche private, case di cura e strutture per l’assistenza socio sanitaria convenzionate con il servizio sanitario regionale.

Salvatore Musumeci, 65 anni

Salvatore Musumeci, 65 anni

La più nota è senz’altro la ARKA S.r.l., dichiarata fallita nel 2015, nonostante il finanziamento regionale. Una storia iniziata male nel 2011, quando Musumeci prese in gestione l’azienda, già colma di debiti, non preoccupandosi dei creditori. Anzi, per cercare di difendersi dalle loro richieste e far credere che la società disponesse di molta liquidità, ha falsificato il bilancio inserendo dei finanziamenti fittizi.

Nel frattempo, attraverso la creazione di un’altra S.r.l., la R.S. ARKA, ha cercato di assicurarsi la parte migliore dell’azienda per risultare ben avviata e priva di debiti, così da ottenere i soldi del Servizio Sanitario Regionale. La manovra prevedeva, attraverso la figura del figlio, l’affitto dell’intera struttura per una cifra irrisoria, appena 2 mila euro al mese. Mentre, l’ARKA S.r.l. sarebbe stata ceduta a un nuovo amministratore, Rosario Desi, risultato essere un prestanome.

Una figura fondamentale per il tentativo di farla franca. Desi, infatti, non ha mai presentato in tribunale i libri contabili della società fallita, trovati solo dopo alcune perquisizioni da parte della guardia di Finanza.

Trattandosi di una “copertura”, si è provveduto al sequestro della R.S. ARKA, che verrà affidata a tre amministratori giudiziari per salvaguardare i dipendenti e garantire il servizio fin qui assicurato.

Musumeci è stato condannato agli arresti domiciliari, mentre la moglie, Maria Luisa De Vita e il figlio Roberto Marco Musumeci sono stati condannati all’obbligo di dimora nella provincia di Catania e di presentazione alla polizia giudiziaria. Quest’ultima misura cautelare è stata disposta anche ai danni di Rosario Desi.

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