Estorsioni e rapine, in 12 in manette a Troina, due ricercati. Condizionavano anche la politica amministrativa

Estorsioni e rapine, in 12 in manette a Troina, due ricercati. Condizionavano anche la politica amministrativa

ENNA – Associazione di stampo mafioso, estorsioni e rapine sono le accuse a carico di 14 persone arrestate nella notte a Troina, in provincia di Enna.

L’operazione, chiamata “Discovery” dagli investigatori, è partita da indagini condotte dal commissariato della polizia di Stato di Nicosia su alcune estorsioni.

L’inchiesta, coordinata dalla Dda di Caltanissetta, è stata eseguita dalla squadra mobile di Enna. Uno degli arrestati avrebbe avuto il ruolo di raccordo con un gruppo di Aci Catena in provincia di Catania, legato alla famiglia mafiosa Santapaola.

Il gruppo avrebbe anche tentato di condizionare la politica amministrativa di Troina, il cui sindaco, Fabio Venezia, da tempo è sotto scorta.

Due degli indagati sono ricercati e gli inquirenti ritengono siano fuggiti all’estero.

I dodici arrestati sono Davide Schinocchia 47 anni che avrebbe avuto il ruolo di capo dell’organizzazione, ed il figlio Patrick, 22 anni; Salvatore Barbera, 46 anni; Serafino Impellizzeri, 45 anni, tutti di Troina; Concetto Pugliesi, 34 anni, di Aci Catena; Domenico Sotera, 30 anni, nato a Nicosia, residente a Troina; Bruno Lombardo, 42 anni di Troina; Luigi Compagnone, 30 anni nato a Nicosia residente a Troina; Santo La Ferrera, 22 anni nato a Nicosia residente a Troina, incensurato; Giuseppe Zitelli, 37 anni incensurato di Troina; Maurizio Amendolia, 46 anni di Camporotondo Etneo, incensurato.

Secondo le accuse il gruppo sarebbe stato legato a Cosa nostra e Davide Schinocchia sarebbe stato il referente del clan “Catina”, appartenente alla famiglia Santapaola nel centro montano ennese. Gli affari illeciti principali, del gruppo sarebbero stati le estorsioni ed i danneggiamenti, ma anche la gestione illegale dei videopoker e delle slot machine, non collegata ai Monopoli di Stato.

Loro avrebbero imposto una sorta di monopolio sulla collocazione di tutti i videogiochi, che benché ideati dal costruttore per non distribuire premi in denaro, grazie ad alcune modifiche al software interno, distribuivano premi in denaro.

Dalle indagini è, inoltre, emerso il tentativo del gruppo legato a Cosa nostra di incidere sulle elezioni amministrative del 2013 e sulla politica del Comune di Troina.

Nel 2013 è stato eletto sindaco Sebastiano Fabio Venia, che, come dicevamo poc’anzi, da diversi mesi è sotto scorta. Gli indagati avrebbero cercato di inserirsi nell’organizzazione di alcune manifestazioni patrocinate dal Comune, tra le quali il “Gran galà equestre Città di Troina” e avrebbero cercato di imporre alcuni fornitori per la distribuzione di prodotti alimentari presso commercianti al dettaglio.

Tra gli episodi contestati dalla Dda di Caltanissetta anche un tentativo di esercitare pressione su un consigliere comunale impegnato nella campagna elettorale a sostegno dell’attuale sindaco.

All’allora candidato sarebbe stato “consigliato” di far mancare il sostegno a Fabio Venezia, perché impegnato in attività antimafia e finalizzate al rispetto della legalità, e nel contempo sarebbero state fatte pressioni perché mettesse a disposizione la propria carica politica per elargire favori “a chi ne avesse avuto bisogno”.

Qeuste vicende sarebbero state ricostruite grazie alla collaborazione degli interessati e di esponenti della società civile.

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