“Ero forestiero e mi avete ospitato”, la chiesa parla di immigrazione

“Ero forestiero e mi avete ospitato”, la chiesa parla di immigrazione

CATANIA – Immigrazione: non passa giorno senza che se ne senta parlare, senza venire a conoscenza di nuove tragedie e senza discuterne, con pareri sempre contrastanti. 

Si è espresso anche Papa Francesco: bisogna promuovere l’integrazione tra differenti culture, andando oltre gli stereotipi e la false verità. Su questa falsariga si è tenuto un incontro, al santuario San Francesco d’Assisi all’Immacolata di Catania, sul tema: “Ero forestiero e mi avete ospitato“, promosso dall’Ordine Francescano Secolare in collaborazione con la Consulta per le Aggregazioni Laicali della Diocesi.

Don Pietro Calvagno, direttore della Caritas Diocesana ed uno dei relatori dell’incontro, ha posto l’accento sul problema della prima accoglienza. Il  tema affronta, fra i vari, il dramma dei minori stranieri non accompagnati, ribadendo l’invito del Papa a farsi prossimi dei più bisognosi. Sollecitazione estesa quindi alle parrocchie, che dovranno interrogarsi sulla possibilità di accoglienza, da parte delle famiglie, sia di profughi che di persone senza fissa dimora. Quest’ultimo aspetto è di fondamentale importanza vista l’emergenza abitativa in città. “Al riguardo – ha sottolineato il direttore Caritas – ci stiamo adoperando nella ricerca di locali da adibire a dormitori per uomini soli o separati, visto che per donne sole con minori a carico sono già attivi tre Gruppi Appartamento”.

Il diacono Cannizzo ha invece parlato di integrazione attraverso la fede: a questo proposito ha voluto ricordare il culto cristiano delle comunità di immigrati dello Sri Lanka verso Sant’Agata, Patrona cittadina. Una devozione che affonda le sue radici nella cultura del popolo asiatico, risalente al primo decennio del Novecento e che ogni prima domenica di ottobre richiama in cattedrale centinaia di fedeli  provenienti da tutta la Sicilia e che a partire dagli anni 80, con l’arrivo della prima colonia di srilankesi a Catania, ha permesso all’intera comunità di essere riconosciuta come esempio di integrazione positiva al pari dei mauriziani.

Durante l’incontro sono stati raccolti 55 litri di olio da destinare alla Caritas Diocesena, per migliorare i piatti della mensa dell’help center. Le iniziative non si fermano qui; il 22 novembre si terrà infatti, all’interno del santuario San Francesco d’Assisi all’Immacolata, un pranzo per i poveri.

 

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