Detenuto suicida a Gela. Si tratta del trentunesimo caso dall’inizio del 2015

Detenuto suicida a Gela. Si tratta del trentunesimo caso dall’inizio del 2015

GELA – Doveva scontare 2 anni per droga e ricettazione ma, seppur si trovasse in cella solo da un mese circa, non ha sopportato la sua condizione di detenuto e si è tolto la vita.

È accaduto all’alba di ieri nel carcere di Gela di contrada Balate. Il suicida, R.R., era un catanese di 32 anni.

L’uomo si è stretto un lenzuolo intorno al collo ed è morto soffocato. Il compagno di cella pare non si sia accorto di nulla perché dormiva. Tra le cause della disperazione pare ci sia il fallimento di un affidamento in prova ai servizi sociali e la negazione di qualsiasi altra forma alternativa alla detenzione.

Si tratta del 31esimo caso di suicidio in carcere solo nel 2015 con notevole abbassamento dell’età dei detenuti-suicidi (da 41 a 37 anni).

A fronte di dati tanto allarmanti, fa sperare la firma del ministro della Giustizia del dm (c.d. “svuota carceri”) dello scorso 11 marzo con il quale sono state regolate la struttura e la composizione dell’organo di garanzia e che, in buona sostanza, ripropone la figura del Garante “dei diritti e delle persone detenute o private della libertà personale”, organo dotato di ampia discrezionalità ma soprattutto di responsabilità nella valutazione degli obiettivi da perseguire a protezione della categoria dei detenuti.

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