Crollo palazzina via Crispi: l’esplosione, la tragedia e le indagini. Ecco cosa è successo

Crollo palazzina via Crispi: l’esplosione, la tragedia e le indagini. Ecco cosa è successo

CATANIA – Un bagliore di luce accecante squarcia il buio, poi la deflagrazione nell’appartamento al terzo piano, così violenta che sembra sia scoppiata una bomba; alla fine il silenzio, lungo interminabili istanti, che viene interrotto dalle urla strazianti di una donna: si tratta della mamma di una bimba di 10 mesi, Malika, che fortunatamente si salverà.

È la moviola dei tragici momenti vissuti a Catania, a partire dalle 02,15 della notte tra il 25 ed il 26 febbraio, quando una violentissima esplosione ha completamente fatto crollare una palazzina di tre piani che si trova al numero 111 di via Francesco Crispi.

Siamo nella zona della stazione ferroviaria. Tutto il quartiere viene risvegliato e chi abita lì vicino interviene immediatamente, ancora incredulo, per dare una mano ai sopravvissuti a quella che, sin da subito, è sembrata una gravissima tragedia.

L’esplosione, infatti, ha causato la morte di Agata Strano, una pensionata 85 enne che viveva al secondo piano, e il ferimento di quattro persone, tra cui la neonata Malika che, dopo il ricovero nel reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi di Nesima per un edema cerebrale, da pochi giorni sembra essersi risvegliata e reagire agli stimoli, ma le lesioni sono gravissime e la prognosi resta riservata.

Parliamo di un caso ancora avvolto nel mistero: da subito si era pensato ad un incidente dovuto ad una involontaria fuga di gas che ha stravolto delle famiglie, ma andando avanti con i giorni è emerso il dato inquietante: in settimana il procuratore capo di Catania, Carmelo Zuccaro, infatti, ha parlato di un possibile dolo dietro a quanto accaduto.

È stata definita come “atto dovuto”, quindi, l’iscrizione nel registro degli indagati di Arturo Russello, il 60enne rimasto gravemente ferito nel crollo, che abita nell’appartamento al terzo piano dove lo scoppio è avvenuto.

L’uomo in passato era stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio ed era stato in cura nell’Istituto di igiene mentale di Corso Italia

L’uomo è attualmente ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Civico di Palermo in prognosi riservata per difficoltà respiratorie, a causa del fumo e della polvere inalati, e per ustioni sul 15% del corpo, in particolare al volto e agli arti superiori. Si è salvato grazie all’involontaria protezione del frigorifero, che ha protetto Russello dai detriti. 

I reati ipotizzati dal procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, sono disastro colposo (per il crollo della palazzina) e omicidio colposo (per la morte della donna che abitava al secondo piano).

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