Concerto Andrea Zeta, c’è chi parla di “degrado” e “mancate autorizzazioni”. Ecco come stanno le cose…

Concerto Andrea Zeta, c’è chi parla di “degrado” e “mancate autorizzazioni”. Ecco come stanno le cose…

CATANIA – Lo scorso 25 gennaio, in via Auteri, angolo via Gisira, a Catania, si è svolto il concerto di un cantante neomolodico: Andrea Zeta. L’evento è da ricollegare all’uscita del duetto di Andrea con Salvatore Sorriso, il ragazzo morto in un incidente stradale alcune settimane fa.

Tra chi ama il genere musicale neomelodico e chi, invece, lo detesta, le polemiche createsi sul web sono state molte.

A partire da inizio serata sono state diverse le segnalazioni inviate alla Polizia Municipale di Catania. Chi si lamentava per la musica troppo alta, chi invece, per la strada bloccata dalle troppe persone, quello a cui si è assistito è stato uno scenario (per alcuni) a dir poco sgradevole. Tra questi, protagonista principale è stata Brigida De Klerk, attivista del Movimento Cinque Stelle. Secondo quanto lei stessa pubblicava sul suo profilo Facebook tramite video in diretta, “non dovrebbe esistere una autorizzazione in un contesto simile”.

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I vigili urbani, sin dalle prime ore dell’evento, sono subito intervenuti… ma attenzione, non per bloccare il concerto in corso ma per fare i complimenti per quanto Andrea Zeta stesse facendo. Capite bene che non era il solito evento organizzato per sponsorizzare un cd ma tutto era stato ideato per quel giovane Sorriso volato via troppo in fretta.

Nonostante le chiamate, dunque, i vigili come stabilito dall’autorizzazione di cui il cantante e l’organizzatore erano in possesso, non hanno interrotto in anticipo la serata. Tutto era in regola.

Vi stiamo raccontando questa vicenda perché quello che è successo alcune ore dopo il concerto ha creato non pochi “danni”. La pagina Facebook, “Inciviltà a Catania”, decide di pubblicare (forse sotto segnalazione della stessa persona che ha passato tutta l’intera serata al telefono con la Municipale) un post, con tanto di foto della situazione viabilità nella zona interessata, in cui veniva dichiarato: “Ieri sera in via Auteri angolo via Gisira (piazza Mazzini) è stato organizzato un mega concerto di musica neomelodica per il compleanno del gestore del centro scommesse. Tutta la zona oltre ad essere paralizzata, era totalmente sconvolta dal caos più assoluto, nonostante le forze dell’ordine le macchine erano dovunque, i parcheggiatori abusivi dettavano legge e non vi dico ovviamente che elementi giravano”.

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Se state pensando di andarvi a cercare la pagina sul social network per leggere con i vostri stessi occhi quanto citato sopra, bèh… evitate: il post è stato rimosso. Sì, avete letto bene. I motivi del gesto sono sconosciuti.

I commenti giunti da ogni dove contro “Inciviltà a Catania” sono stati molti: tra chi definiva la città etnea come “circondata da zulù” a chi, invece, inveiva contro quanto scritto perché “Andrea Zeta ha ricordato Salvatore Sorriso”. Tanti i beniamini del cantante neomelodico che lo hanno difeso. 

La pagina, però, decide di rispondere ai tanti attacchi, scrivendo: “Ripetiamo un’ultima volta. La critica non è al genere musicale, ognuno ha i propri gusti. La denuncia è il fatto che questo, e molti altri concerti in giro per la città siano completamente non autorizzati. Chiedete autorizzazione, pagate suolo pubblico e poi potrete fare qualsiasi tipo di concerto”.

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Senza autorizzazione, suolo pubblico non pagato… la cosa ci ha incuriosito un bel po’ e abbiamo deciso, allora, di contattare Andrea Zeta e il suo organizzatore per farci spiegare per benino come stanno realmente le cose.

Inanzitutto, per togliervi ogni dubbio, vi postiamo subito la foto dell’autorizzazione rilasciata dal Comune di Catania con tanto di richiesta (accolta) per l’occupazione del suolo pubblico di via Auteri. L’autorizzazione, dunque, c’era. Il suolo pubblico pagato anche… e, quindi, di cosa stiamo parlando?

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Amareggiato, deluso e rattristito per quanto accaduto, Andrea Zeta esorta: Hanno detto cose che non sono vere. Siamo stati condannati. Hanno fatto un danno alla nostra immagine. Con queste accuse, in futuro, non sarà facile organizzare un’altra serata. Chi ci chiamerà dopo quanto accaduto? Le cose che hanno riportato sono infondate. Noi avevamo tanto di autorizzazione”.

Ad intervenire, tempestivamente, è anche l’organizzatore della serata, Franco Nobile: “Lavoriamo con tanto di requisiti. Andiamo al Comune di Catania, paghiamo i contributi richiesti. Siamo autorizzati di tutto. Nel nostro ‘degrado’, come è stato detto da diverse persone, noi ogni qualvolta organizziamo un evento, paghiamo persino i soccorsi. Sempre a spese nostre”.

E ancora: “Andrea canta l’amore e porta tanta gioia nei quartieri. Come organizzatore dell’evento mi sento di dire che tante persone hanno scritto soltanto cavolate: ascoltare musica napoletana non è un reato. Il vero reato è scrivere determinate cose per istigare le istituzioni comunali e le forze pubbliche a non dare più autorizzazioni per organizzare eventi di questo genere. O, cosa peggiore, dire che l’autorizzazione non ce l’avevamo quando invece non è così”.

L’unica pecca (se così si può definire) è stata la presenza di circa 4 mila persone. Tutte lì per cantare con Andrea e per Salvatore che chissà da dove ha anche lui sorriso, come solo lui sapeva fare. Ma come si fa a prevedere quanta gente possa partecipare ad un concerto? Che sia neomelodico, o lirico, o qualsiasi altro genere, come ci si può organizzare al meglio in questi casi?

“Facciamo più dei cantanti italiani – continua Andrea Zeta -. Per Capodanno, ad esempio, si è svolto in piazza Duomo il concerto di Carmen Consoli. C’era gente ubriaca, drogata, pedofili, bottiglie rotte: questo per me è sinonimo di degrado. Nei miei concerti non si è mai vista una situazione del genere. La gente viene e si diverte”.

“Il vero degrado – continua il cantante – è andare ad esibirsi all’estero per quei poveri emigrati siciliani che hanno dovuto lasciare la nostra terra perché qui non c’è lavoro”. Otto tappe aspettano Andrea in Germania. “Il pubblico di quei paesi mi ama come quello della mia città. Ho fatto soltanto due concerti lì e la gente è impazzita. Questa è la cosa che più mi fa felice. In poco tempo ho conquistato il cuore di tutti”.

“Quello che ci tengo a precisare è che nella mia locandina non si è mai parlato di pubblicità per il compleanno del proprietario del centro scommesse di via Auteri”, spiega il neomelodico.

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Io ero lì per Salvatore. Ho realizzato il suo sogno grazie ai genitori. Ho inciso un duetto con lui grazie alla canzone che aveva realizzato, ‘Danzami nei sogni’. Un mio inciso sul suo brano per lui e con lui perché, come cita una frase del pezzo, ‘Tu vivi nella musica e vivi con me’. E io quella sera ero lì perché Salvatore era lì con me, anche se non fisicamente”.

“Nonostante il maltempo, il freddo, il mio pubblico era lì per me – conclude Andrea Zeta -. Sono venuti in tantissimi, ma questo io non potevo prevederlo. Eravamo in tanti e non ci sono parole per poterli ringraziare singolarmente. Durante quel concerto ho capito ancora di più chi ama la mia terra. Tutti cantavano le mie canzoni. Abbiamo pianto, riso, ricordato… tra chi urlava il mio nome e quello di Salvatore le emozioni sono state tante”.

“La cosa più bella è che tutti i miei fans mi hanno difeso. Hanno inveito contro chi ha screditato la mia immagine e il concerto di quella sera senza sapere che ero lì per ricordare e realizzare il sogno di Salvatore. Sono così tanti che non posso ringraziarli singolarmente ma ogni giorno, in cuor mio, lo faccio. La mia vita in poco tempo è cambiata – conclude Andrea – ma sono felice perché grazie ai miei sacrifici sono arrivato dove sono. Ma senza i miei fans non sarei qui, sicuramente”.

Con gli occhi lucidi, azzurri come il cielo, tra un caffè e una sigaretta, finisce la nostra chiacchierata con Andrea Zeta. Con la speranza che il gusto musicale non diventi motivo di inutili discussioni. Che nella vita esistono cose più gravi… e una canzone non ha mai fatto male a nessuno.

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