C’è allarme meningite ma a Catania mancano i vaccini

C’è allarme meningite ma a Catania mancano i vaccini

CATANIA – È cominciata la corsa alla vaccinazione contro la meningite, che ha causato alcuni morti sul territorio nazionale. Ma ciò ha portato allo sbaraglio tutti i punti Asp e le farmacie.

A denunciare il completo disagio, riportato sia dal personale sanitario che dall’utenza, è il segretario generale territoriale Giovanni Musumeci, dell’Ugl di Catania: “Da due giorni riceviamo dai nostri dirigenti, dagli iscritti e da tanti simpatizzanti, numerose telefonate che ci segnalano come sia nei punti Asp che nelle farmacie della provincia di Catania siano terminati i vaccini per la prevenzione della meningite. È assurdo che, a fronte dell’ormai pressante battage informativo avviato da tempo su tutti i canali mediatici, anche con l’aiuto di testimonial famosi, nelle città e nelle periferie si stia assistendo da giorni alla caccia al farmaco”.

Il segretario della federazione provinciale Sanità, Carmelo Urzì, fa sapere come in questi giorni tantissimi utenti del servizio sanitario, sin dalle 6 del mattino, dopo alcune ore di fila all’apertura delle strutture, hanno appreso la notizia del mancato rifornimento dei vaccini di prevenzione contro la meningite, che continua a mietere vittime e a preoccupare.

Il clamore mediatico suscitato in questi giorni, non solo dal pressante invito a vaccinarsi, ma anche dal racconto dei decessi avvenuti di recente in diverse parti d’Italia, ha creato una sorta di prevedibile e legittima corsa alla vaccinazione. – continuano i sindacalisti -. Con la conseguenza che i lavoratori del settore, ed anche l’utenza (compresi tantissimi bambini), sono stati lasciati allo sbaraglio dalla totale impreparazione del sistema sanitario nel prevedere ed affrontare una simile ondata di richieste“.

Riteniamo gravissima questa situazione e chiediamo all’assessore regionale Baldo Gucciardi di disporre l’assunzione di urgenti rimedi, nonché di fornire ad operatori ed utenti le corrette comunicazioni in modo da evitare ogni disagio, ma soprattutto di avviare un’indagine interna al fine di individuare i responsabili dell’accaduto che assume i contorni dell’interruzione di pubblico servizio, oltre a rappresentare un rischio reale in relazione al concretizzarsi di possibili casi”.

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