Catania, strategie per evitare la violenza negli stadi

Catania, strategie per evitare la violenza negli stadi

CATANIA – Lo sport dovrebbe essere un momento di aggregazione e di serenità. Spesso però purtroppo si è trasformato e continua a trasformarsi, in occasione di disordine e violenza.

Proprio per cercare di evitare ciò, l‘Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive e l’Università degli Studi di Catania hanno organizzato un convegno dal titolo emblematico, “Sicurezza, tifare per uno sport più responsabile”.

L’incontro si è tenuto oggi ed ha visto la partecipazione del prefetto Alessandro Marangoni, vice capo vicario della Polizia, del prefetto Vincenzo Panico, capo della segreteria del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, del questore di Catania, Marcello Cardona, del presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive, Alberto Intini e della vedova Raciti, Marisa Grasso

Nel corso dell’evento il prefetto Marangoni ha messo in evidenza come purtroppo, per assicurare la sicurezza e l’ordine durante le partite negli stadi per i campionati di serie A, B e del professionismo, sono stati impiegati lo scorso anno ben 173mila  uomini. Si tratta di forze che dovrebbero essere usate per altri servizi di polizia e che invece vengono meno perché costrette a svolgere un servizio che potrebbe essere evitato.

vedova Raciti

A prendere la parola è stata anche la signora Marisa Grasso, vedova dell’ispettore capo della Polizia di stato Filippo Raciti, vittima dei disordini del derby Catania-Palermo del 2007. La donna, riguardo alla sua presenza al convegno, ha pronunciato parole molto forti: “Sono qui per offrire la mia testimonianza per evitare che non ci siano altri Filippo Raciti”. 

Infine un auspicio di cambiamento espresso dal prefetto Marangoni: “Mi auguro che tra qualche anno non ci sarà più bisogno che la Polizia partecipi ad un convegno come quello di oggi, perché vorrà dire che sarà maturata la coscienza per uno sport più vivibile e sereno, senza bisogno di sicurezza”. 

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