Catania, omelia di mons. Gristina per Sant’Agata e i migranti morti in mare

Catania, omelia di mons. Gristina per Sant’Agata e i migranti morti in mare

CATANIA – L’omelia dell’arcivescovo di Catania mons. Salvatore Gristina, in occasione della Solenne Celebrazione in ricordo della traslazione delle reliquie di Sant’Agata da Costantinopoli, dedicata a tutti coloro che sono morti attraversando il Mediterraneo sperando in una vita migliore. Dice l’arcivescovo: Oggi sono “nostro prossimo” anche le persone che questa mattina sono giunte al porto di Catania dopo un viaggio che possiamo qualificare allucinante per i sopravvissuti e terribilmente tragico e crudele per le 49 vittime dell’atroce morte cui non possiamo rassegnarci e che deve far riflettere tutti. 

Ricorda a tutti i fedeli che fare festa dal punto di vista religioso vuol dire celebrare la vita e dunque tutto ciò che essa implica, compresi il dolore e la morte: oggi, tutto ciò si incontra particolarmente nella nostra città per le celebrazioni estive in onore di Sant’Agata e l’arrivo in città di tanti fratelli e sorelle Migranti, una parte dei quali sono “morti di speranza”. Per questo, in tutte le Celebrazioni Eucaristiche delle giornata sono state poste delle intenzioni particolari di preghiera per i defunti e per il bene di coloro che sono rimasti in vita. Inoltre, le campane della Basilica Cattedrale non suoneranno a festa, ma solo il campanone con tocchi a distesa.

Ogni giorno, e già da tempo, la Chiesa di Catania è in prima linea con persone e risorse nel sostenere i Migranti giunti in città, grazie alla Caritas diocesana, alla Migrantes, alle parrocchie, alle congregazioni religiose, a movimenti laicali e associazioni, a donne e uomini di buona volontà. 

Ecco il testo integrale dell’Omelia dell’arcivescovo.

Carissimi fratelli Presbiteri e Diaconi, Carissime Persone di Vita Consacrata, Fratelli e Sorelle nel Signore, Distinte Autorità, 

1. La pagina del Vangelo che abbiamo appena ascoltata (Mt 19, 16-22) ci aiuta a comprendere meglio chi è Sant’Agata, la nostra concittadina e patrona, e qual è il messaggio che lei rivolge a noi qui riuniti per partecipare alla Santa Messa nel giorno in cui ricordiamo il ritorno delle sue reliquie da Costantinopoli (17 agosto 1126). Quel tale che si avvicinò a Gesù cercava la risposta alla domanda che interessa anche noi: cosa dobbiamo fare di buono per avere la vita eterna? Abbiamo ascoltato la risposta di Gesù: Egli indica i comandamenti di Dio come possibilità e mezzo sicuro per vivere una vita buona nella giustizia e nella santità. Abbiamo certamente notato come Gesù insista fortemente sui nostri rapporti con gli altri, ricordandoci di non compiere azioni cattive nei loro riguardi. Chi vuole entrare nella vita piena, qui sulla terra e nell’eternità, deve allora evitare omicidi, adulteri, furti e false testimonianze. Questi comportamenti, lo sappiamo, offendono il nostro prossimo, le persone che ci stanno vicino, le persone che incontriamo in famiglia, – e Gesù in questo senso giustamente ricorda la necessità di nutrire sentimenti di rispetto verso i genitori – nel tempo del lavoro e del riposo, per istrada, in chiesa e in ogni ambito della nostra vita sociale. Nei loro riguardi dobbiamo sempre seguire il criterio che Gesù chiaramente ci indica: “amerai il prossimo tuo come te stesso”.
2. Oggi sono “nostro prossimo” anche le persone che questa mattina sono giunte al porto di Catania dopo un viaggio che possiamo qualificare allucinante per i sopravvissuti e terribilmente tragico e crudele per le 49 vittime dell’atroce morte cui non possiamo rassegnarci e che deve far riflettere tutti. Come sapete, il Comitato per la Festa di Sant’Agata nella nostra Città, sicuro di interpretare il sentimento diffuso di dolore che stasera si respira, ha proposto alle Autorità cittadine di sospendere in segno di rispetto il tradizionale spettacolo pirotecnico in onore di Sant’Agata. Il suggerimento è stato opportunamente accolto, anche perché, per rendere autentica la nostra devozione è necessario anzitutto partecipare alla Santa Messa e alla processione delle reliquie della nostra Patrona. Catania, come comunità civile ed ecclesiale, ancora una volta si mostra accogliente: le istituzioni pubbliche e tante persone singole, come pure tutte le forze del volontariato senza distinzioni, rappresentano ed offrono il volto bello di una Città che accoglie le persone che approdano da noi dopo prove così pesanti; di una Città che onora che ha perso la vita in queste tragiche condizioni. E’ vero: la soluzione di questa situazione non può essere trovata dai singoli; è necessario un impegno a cerchi concentrici, che partendo dal buon comportamento del singolo, coinvolga gruppi sempre più numerosi a livello nazionale, europeo e mondiale. E’ importante il nostro coinvolgimento personale ma è anche necessario quello doveroso di ogni Istituzione e a tutti i livelli. 

3. Sant’Agata è certamente contenta della nostra accoglienza nei riguardi delle persone oggi giunte a Catania e che vogliamo qualificare come “nostro prossimo” speciale. Sant’Agata approva pure i sentimenti e le iniziative con cui, anche con il lutto cittadino già proclamato, onoreremo le 49 persone che sono morte così tragicamente durante il viaggio. Nello stesso tempo la nostra Patrona ci invita ad essere sempre accoglienti e rispettosi di quanti nella vita ordinaria costituiscono il “nostro prossimo”. Per questo ogni giorno devono crescere in noi il senso civico, l’impegno nella ricerca del bene comune, il rispetto dell’ambiente sociale ed anche fisico che condividiamo con gli altri. In tal senso, Sant’Agata ci chiede di fare attenzione all’importante Lettera Enciclica di Papa Francesco “Laudato sii” e di accogliere quello che egli ci dice circa la cura della casa comune (24 maggio 2015). 

4. Sant’Agata ci offre pure la possibilità di comprendere il traguardo più generoso indicato da Gesù a quel tale che lo interrogava. Egli disse che osservava già i comandamenti e che, tuttavia, non era pienamente soddisfatto: da qui la domanda “che altro mi manca?”. Gesù risponde chiaramente: “Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi“. Quel giovane se ne andò triste; possedeva infatti molte ricchezze. Invece la nostra giovane concittadina Agata, pur appartenendo a una famiglia nobile e ricca, non solo non si allontanò da Gesù a causa delle ricchezze che aveva, ma rifiutò anche quelle in più che le offrivano a condizione di rinnegare Gesù. Agata Gli rimase fedele fino al punto da subire torture ed offrire anche la vita per amore di Gesù. Questa sera Agata ci invita a non contentarci di una vita cristiana che si riduca ad evitare i comportamenti cattivi verso il prossimo. Impostare così la nostra vita cristiana non basta. Infatti, dobbiamo evitare il male, ma la vita cristiana è soprattutto risposta di amore a Gesù. Chi ama evita certamente di recare dispiacere alla persona amata, ma vuole anche mostrare il proprio amore cercando di procurare gioia alla persona amata. Così ha fatto Agata e per questo è perfetta: tutta di Gesù e quindi attenta anche a noi suoi devoti. 

5. Per questo con fiducia ci rivolgiamo a lei e, quindi, anche a nome vostro la supplico così: O vergine e martire Agata rivolgi il tuo sguardo su questo popolo riunito, che ti venera e ti onora e che desidera ancora una volta affidarsi alla tua custodia e protezione. Gli antichi nostri padri
vollero che il tuo sguardo si posasse sulla nostra Città a protezione e difesa. Noi cittadini di oggi ci sentiamo eredi di questa tradizione religiosa e rendiamo testimonianza riconoscente alla tua continua benevolenza, o vergine Patrona. In questa sera raccogliamo nel nostro cuore e nelle nostre mani quanto un popolo è capace di donarti: l’innocenza dei suoi bambini, la generosità e l’entusiasmo dei suoi giovani, la sofferenza dei suoi malati, gli affetti più veri coltivati nelle sue famiglie, la fatica dei lavoratori, le angustie dei disoccupati, la solitudine degli anziani, l’angoscia di chi ricerca il senso vero dell’esistenza, il pentimento sincero di chi si è smarrito nel peccato, i propositi e le speranze di chi scopre l’amore del Padre. Affidiamo a te, nostra Patrona, le suppliche dei tanti cristiani perseguitati e degli emigrati desiderosi di sicurezza e di pace. Ottieni, o vergine Agata, alla nostra Città di testimoniare con coraggio il Vangelo per far risplendere davanti al mondo il volto di Gesù Cristo nostro Signore che vive e regna nei secoli del secoli. Amen. 

 

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