Catania, evento formativo su rapporto tra processo penale e mass media

Catania, evento formativo su rapporto tra processo penale e mass media

CATANIA – Sabato 30 maggio nella sala delle Adunanze del Palazzo di Giustizia, si è svolto il convegno su “Processo penale e mass media: la difesa dell’imputato, aspetti deontologici e profili psicologici. Opinioni a confronto”, incontro multidisciplinare che ha avuto ad oggetto le problematiche inerenti la forte pressione mediatica esercitata nell’ambito di processi legati a fatti di sangue; un dibattito multiculturale in cui sono intervenuti magistrati, avvocati, giornalisti e psicologi, per offrire ai presenti una quanto più possibile completa ed esaustiva disamina delle questioni in considerazione. Un seminario quindi che  ha affrontato non solo tematiche di natura tecnica, ma anche deontologica e processualpenalistica, dibattendo su aspetti psicologici e storico-culturali di più ampio respiro.

Sono intervenuti, coordinati dall’avvocato Giusy Latino del Foro di Catanial’avvocato Loredana Mazza, presidente del centro antiviolenza Galatea di Catania; l’avvocato Jessica Gualtieri, consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Catania; il dott. Giovanni Salvi, Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catania; l’avvocato Renato Borzone, responsabile dell’osservatorio sull’informazione giudiziaria dell’U.C.P.I.; Guglielmo Troina, giornalista T.G.R. e RAI Sicilia; il dott. Francesco Spadaro, psichiatra; gli avvocati Giuseppe Passarello e Pier Francesco Iannello del Foro di Catania, la dotto.ssa Federica Guagliardo, psicologa e psicoterapeuta, psicanalista S.I.P.P.; volontaria del centro antiviolenza Galatea.

Gli studiosi hanno dissertato sul rapporto che l’avvocato penalista, a tutela del proprio assistito, deve e può avere con gli organi di informazione: utilizzo oculato delle conferenze stampa, interventi televisivi, talk show; cercando di spiegare, soprattutto, come difendere l’indagato/imputato dal c.d. circo mediatico.

Secondo il dott. Giovanni Salvi, Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catania bisogna tentare di mantenere un sano distacco informativo, valore deontologico inviolabile che deve coesistere nel pm, nell’avvocato e nei giornalisti. “Sono ovviamente contrario ai processi in TV – dice il procuratore – il mio rapporto con i media prevede infatti solo interventi del procuratore capo e sotto forma di conferenze stampa, nessun rapporto personale con i giornalisti. Opero sempre affinché ci sia una dialettica corretta tra dovere di informazioni del pm e tutela dell’imputato”.

L’avvocato Renato Borzone, responsabile dell’osservatorio sull’informazione giudiziaria dell’U.C.P.I., afferma che l’informazione oggi è uno stillicidio di notizie in senso colpevolista; “Quando un giornalista ha una notizia non può esimersi dal divulgarla, ma altro è procurarsi la notizia con metodi di giornalismo di indagine, altro è ricevere le veline dalle parti in gioco – afferma l’avvocato -. Nel quadro del massacro mediatico del mio assistito – continua il giurista –  io difensore non posso comunque restare inerte solo perché il mio codice deontologico dice di non farmi pubblicità; devo fare controinformazione con dichiarazioni e conferenze stampa, in modo corretto deontologicamente. Non reputo  corretto partecipare ai talk show perché è come rendere la caricatura di sé”.

Secondo Guglielmo Troina, giornalista T.G.R. e RAI Sicilia il dovere di un giornalista è pubblicare quello che sa verificando le fonti, “certo se le carte vengono dalla procura non ho molto da controllare” conclude.

Non manca l’opinione di un’esperta di psicologia, interviene infatti la dott.ssa Federica Guagliardo, psicologa e psicoterapeuta, psicanalista S.I.P.P.; volontaria del centro antiviolenza Galatea, affermando che: “il centro Galatea difende la vittima. La vittima è vittima due volte: vittima del reato e vittima dell’influenza dei mass media che invadono lo spazio privato del sè, lo spazio intimo e personale che è presente in ognuno di noi e che va tutelato”.

Infine, si è dibattuto  sull’attrazione maniacale e ossessiva dell’opinione pubblica riguardo ai fatti di sangue. Perché la cronaca nera scatena tanto interesse? Conclude in merito il dott. Francesco Spadaro, psichiatra dicendoLa dicotomia di eros e tanathos è presente in ognuno di noi. Entrambe le pulsioni coesistono e spesso le proiettiamo negli avvenimenti di cronaca dove proiettiamo anche il nostro istinto di morte. La ciclicità di questa dicotomia è molto importante, anche se nei suoi confronti nutriamo delle resistenze. Se temere il cambiamento è importante, è altrettanto importante che ci sia. Persino la morte è indispensabile e propedeutica alla rinascita e persino all’amore”.

Il fatto di cronaca rappresenta quindi uno specchio delle nostre pulsioni più becere. Quelle che, con ogni sforzo, tentiamo di tenere a bada; questo non solo procura una grande tensione, ma rappresenta anche  lo stravolgimento dell’ordinarietà e di ciò che, con grande fatica, cerchiamo di tenere in equilibrio.

La partecipazione al seminario è stata gratuita e ai partecipanti sono stati attribuiti 4 crediti formativi (3 in materia deontologica).

Nell’immagine al microfono la dott.ssa Federica Guagliardo con, al suo fianco, il giornalista Guglielmo Troina e le avvocate Jessica Gualtieri e Loredana Mazza.

 

 

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