Amianto: pugno di ferro dell’O.N.A. per l’applicazione della legge regionale

Amianto: pugno di ferro dell’O.N.A. per l’applicazione della legge regionale

CATANIA – Il deposito della sentenza della Corte di Appello di Catania ha dato lo spunto all’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) per insistere riguardo alle urgenti misure di tutela della salute dei lavoratori e cittadini siciliani, esposti e vittime dell’amianto.

Le lamentele dell’O.N.A. riguardano l’esposizione di lavoratori e cittadini esposti all’amianto, la mancata applicazione per loro della normativa in tema di prepensionamento, l’assenza di doverosi risarcimenti e di sorveglianza sanitaria, le lungaggini giudiziarie, la mancata istituzione del centro unico presso l’Ospedale di Augusta, la mancata applicazione della legge in materia di amianto e infine la mancata emissione degli atti di indirizzo equipollenti per il riconoscimento dei benefici contributivi per esposizione all’amianto fino al 2003, per i siti siciliani ad alto rischio industriale.

Il caso di E.B. è emblematico. L’I.N.P.S. ha rigettato la sua domanda per il prepensionamento nonostante fosse dimostrata la sua esposizione professionale a polveri e fibre di amianto. In primo grado il Tribunale di Siracusa ha accolto le tesi dell’INPS e ha rigettato le domande del lavoratore esposto all’amianto che ha dovuto continuare a lavorare nonostante fosse già provato fisicamente e moralmente dall’esposizione ad amianto. Il lavoratore si è quindi rivolto all’O.N.A. nella persona del coordinatore regionale Calogero Vicario che ha interessato l’avvocato Ezio Bonanni, presidente nazionale, che ha impugnato la sentenza presso la corte d’Appello di Catania che a sua volta ha disposto una consulenza tecnica.

L’accertamento tecnico ha permesso di confermare che il lavoratore, come dipendente della COGEMA S.p.A., azienda chimica con sede a Priolo Gargallo, è stato professionalmente esposto a polveri e fibre di amianto per un lungo periodo, in misura notevole nelle otto ore lavorative, malgrado fosse già pronto al prepensionamento.

L’ente, fin dal 2008, ha sollevato la problematica amianto in Sicilia, e ha lamentato una discriminazione per i lavoratori esposti ad amianto che si vedevano negati i loro diritti. Con la legge regionale la Regione Sicilia si è dotata di uno strumento legislativo contenente anche la creazione dell’unità operativa per la cura delle patologie asbesto correlate presso l’Ospedale di Augusta. La Legge Regionale Siciliana aveva un cronoprogramma per la sua applicazione, e quindi per la messa in sicurezza di tutti i siti.

L’ONA, anche alla luce di questa decisione della Corte di Appello, rilancia l’appello al presidente Crocetta, affinché la legge regionale amianto trovi finalmente applicazione, vengano emessi gli atti di indirizzo “equipollenti” per il riconoscimento dei benefici contributivi per esposizione all’amianto fino al 2003, per i siti ad alto rischio industriale della regione Sicilia.

Nel recente convegno che l’ONA ha organizzato a Siracusa lo scorso 18 febbraio, è intervenuto anche Don Palmiro Prisutto, arciprete della chiesa madre di Augusta, che ha dichiarato: “Battaglia da condurre insieme con l’ONA. È grave che ci sia la consapevolezza da parte delle istituzioni sulle morti causate da amianto ed inquinamento tra Priolo, Melilli, Augusta e Siracusa, ma che si perpetui in silenzio è sinonimo di incapacità di intervento e vigliaccheria in un territorio trasformato in una delle pattumiere d’Italia”.

La Sicilia è una delle Regioni in cui vi è stato un più intenso utilizzo di amianto sia nel sistema produttivo che negli edifici pubblici e nelle abitazioni private. Il triangolo industriale di Augusta-Priolo, Ragusa e Gela e le zone industriali della Valle del Mela, in provincia di Messina, e di Palermo si caratterizzano per la poderosa utilizzazione di amianto allo stato friabile e compatto nelle numerose applicazioni che ne hanno esaltato le capacità tecniche di resistenza, fonoassorbenza, isolante, antincendio. La Sicilia ha pagato un altissimo tributo in termini di vite umane in quanto l’ente ha censito 1286 mesoteliomi, per il periodo dal 1998 al 2014. In virtù del fatto che i decessi per tumore polmonare sono almeno il doppio, si calcolano ogni anno complessivamente non meno di 600 decessi nella sola Sicilia.

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