Il piano di Eni non convince i sindacati: è rottura

Il piano di Eni non convince i sindacati: è rottura

GELA – Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro avvenuto ieri a Roma presso la sede del ministero dello Sviluppo Economico tra i vertici dell’Eni, il presidente della Regione Rosario Crocetta, il sindaco Angelo Fasulo, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil e il ministro Guidi.

All’uscita sono stati laconici i commenti degli esponenti dei sindacati: “LEni si è irrigidita su un piano industriale per Gela che non c’è più, visto che il governatore della Sicilia Rosario Crocetta ha detto che avrebbe revocato le autorizzazioni per le attività di estrazione e ricerca al centro della nuova proposta”, ha dichiarato il segretario generale della Filctem-Cgil, Emilio Miceli.

A Gela l’Eni punta a riconvertire la raffineria con ulteriori conseguenze sul piano occupazionale. Verrebbero così impiegate 320 unità nella raffineria per la produzione di bio-fuel, 300 unità nell’upstream di Enimed e 130 unità per le attività del safety center. Più altre 40 nelle attività di risanamento per complessive 790 unità, a fronte delle 1200 attualmente in servizio.

Il piano proposto dall’azienda secondo i sindacati presenti sarebbe “inaccettabile” e per tale motivo hanno annunciato sin da oggi un programma di lotta con scioperi che interesseranno tutte le fabbriche Eni.

Di conseguenza le sigle sindacali hanno annunciato che, già a partire da quest’oggi, si susseguiranno incontri a livello nazionale e territoriale per capire come agire, nel tentativo di non far cadere nello sconforto un intero territorio.

Il primo appuntamento è fissato per le ore 12 convocato dal Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi nella speranza di ”riavviare il dialogo” alla ricerca di una soluzione condivisa.

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